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Rassegna Stampa

Lunedì 06.03.2017

IN ASPROMONTE, TRA STELLE E STRISCE LUNGO LA VIA DEI FAGGI

Il piacere che provi ad ogni vetta raggiunta non sta solo nel panorama che ammiri una volta in cima ma anche nel voltarsi indietro a guardare la strada che si è riusciti a percorrere. Mi capita spesso di rielaborare questa riflessione, soprattutto quando cammino da solo alla ricerca di un luogo dove e su cui riflettere, ma anche alla ricerca di tanti ricordi che la montagna mi suscita più di qualsiasi altro posto.

Tutti abbiamo un luogo che più di altri aiuta a trovare l’interruttore giusto, per me quel luogo sono i boschi e le pietraie dell’Aspromonte, i dirupi, i valloni, gli immensi piani, i laghetti e le cascate, mi basta passare da queste parti che profumano di casa per illudermi che il tempo non sia passato, per regalarmi lunghi attimi in cui volti, storie, lampi di luce e di affetti ormai scomparsi riemergono e prendono vita. Ricordo bene la fatica provata dopo aver percorso non ricordo più di preciso quanti chilometri tra boschi di abete e faggio. Mi avevano parlato tantissime volte di un luogo che da tempo era diventato senza volerlo testimone delle storture della nostra montagna ed ella nostra terra. Facciamo un passo indietro nel tempo e torniamo al 1965, in quell’anno sull’Aspromonte dalle parti di Roccaforte del Greco succede qualcosa che fino a qualche anno prima in una montagna ancora quasi completamente in bianco e nero sembrava impensabile, su quei monti arrivano gli americani e di colpo Roccaforte trova un fil rouge che lo lega a Catania e Trapani, ma che ci azzeccano Catania e Trapani, dall’altra parte dello stretto con quell’angolo di montagna?

Dall’altra parte del Mondo siamo in piena guerra fredda e in ballo c’è il controllo delle telecomunicazioni nell’area del Mediterraneo. Parte da qua la storia di monte Nardello e lo fa naturalmente senza sapere che nel tempo si trasformerà in telenovela perché quella dell’ex base U.S.AF. ha davvero il sapore di una telenovela in salsa aspromontana ambientata in un avamposto militare USA, insomma un miraggio americano con stelle e strisce oggi completamente cancellate da oltre trent’anni di incuria e degrado. Correva l’anno 1985 quando l’utilizzo dei satelliti determina ufficialmente la fine dell’operatività della Base di Nardello. Per i meno avvezzi all’altura cerchiamo di capire dove ci troviamo. Nardello si trova a circa 10 km da Gambarie a 1.750 metri sul livello del mare nel comune di Roccaforte del Greco ed oggi che l’eco della guerra fredda è meno di un ricordo, oltre a trovarsi in totale stato di degrado rappresenta una seria minaccia ambientale. Lo scorso autunno ci sono salito proprio via Roccaforte osservando con grande tristezza come a fare il paio con lo scempio di quello che rimane della base militare si sia aggiunto, come se ve ne fosse stato bisogno, anche un paesaggio lunare ridisegnato dall’incendio di qualche anno fa. Quello che rimane delle migliaia di alberi bruciati sembra abbinarsi a meraviglia con la ferraglia e i residui di amianto lasciati a testimoniare il passaggio degli americani. Tante negli anni le iniziative proposte per il recupero dell’area, istituti scolastici, enti locali, la stessa Regione Calabria e il Ministero dell’Ambiente hanno dichiarato il forte interesse per l’area e per il suo sviluppo, ciò nonostante le procedure di dismissione hanno finora continuato a bloccare quello che appare un diritto delle comunità locali: riappropriarsi di un bene ormai in disuso e che allo stato attuale costituisce fonte di pericolo e degrado. Tra le ultime idee lanciate qualche anno addietro dalla penultima amministrazione comunale di Roccaforte in ordine di tempo, quella successivamente licenziata dalla scure prefettizia che ha consegnato la gestione della cosa pubblica ad una terna commissariale, prima del ritorno della democrazia griffata Mimmo Penna, c'era la realizzazione di un Centro polivalente costituito da un osservatorio astronomico, un laboratorio di didattica e educazione ambientale, un centro culturale di educazione alla pace, un museo della natura dei parchi della Regione Calabria, un parco tematico sui miti e le civiltà del mediterraneo tema con annessa una struttura di accoglienza e ospitalità diffusa. L’area dell’ex Base Nato avrebbe costituito così un attrazione per studiosi, appassionati di osservazione, studenti e ricercatori, escursionisti, associazioni, turisti in genere. Unita all’idea della riqualificazione dell’area c’era poi quella di inserire il centro storico di Roccaforte come punto di approdo e di partenza in un percorso ideale da e verso Nardello con la creazione di posti letto sul modello del b&b. Quelle idee naufragarono sotto le mannaie della burocrazia e della Prefettura mentre dalle parti di Nardello, dove non passo da tempo, alcuni amici, amanti delle ciaspole, mi dicono di come la neve continui anche in questi giorni a coprire tutto, regalando una dignità candida e soffice se pur transitoria, una carezza della natura che giunto il disgnelo riconsegnerà il palcoscenico ad un paesaggio pallido e scolorito dal tempo.

(Foto, Saverio Gerardis)
Pubblicato da Gianfranco Marino

 

                       
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